| | | IL PIANOFORTE “Io non sono un pianista …” è quello che vi sentirete dire in un’intervista o in una conferenza stampa da Stefano Ordini. C’è da domandarsi come uno dei maggiori virtuosi a livello nazionale ed internazionale possa rispondere sempre così, fra l’ironico e lo sprezzante… “Non sono un concertista in senso tradizionale, non prendo aerei, faccio le date che m’interessano: del resto la mia arte, la mia musica, le mie metafonie non sono facilmente collocabili… non passo ore sullo strumento… | | | | Ho inventato, però, un linguaggio personale, nuovo, unico al mondo ed è ciò che desideravo… per me e contro i miei numerosi detrattori… La mia musica piace ad ogni tipo di pubblico ed è usata anche nel commercio (cinema/TV,Internet) … il massimo quindi.” “Sono diventato compositore poi pianista come un regista può diventare attore: ad un certo punto si capisce che nessuno, meglio di te, potrà interpretare la tua arte… quindi tu stesso diventi interprete di te stesso… Bilocazione, schisi al limite del possibile… ma tant’è… E per fare questo… si finisce con l’ideare una tecnica straordinaria, trascendentale, ipercritica… Si passa da un periodo di nevrotico “Studio” su di sé a momenti di assoluta liberazione spirituale… n’è valsa la pena” “… se creare non è copiare questo sono… e, come asseriva Eraclito, ho conosciuto me stesso e non ho avuto altri maestri al di fuori di me… Ecco perché non sono un pianista… e basta!” Un noto critico di musica classica, durante un’audizione all’Accademia Chigiana, disse: “… questo Stefano Ordini più che esaltare il pianoforte vuole esaltare se stesso…” | | |
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